Parto
dalla definizione che ne dà Davide Tarasconi in questa
discussione su FriendFeed:
Uno sciopero dovrebbe
causare disagio ed aiutare a sensibilizzare l'opinione pubblica sul motivo per
cui si sciopera. La capacità di causare disagio e di sensibilizzare deriva
storicamente dal fatto che le categorie lavorative scioperanti fossero,
appunto, numericamente in grado di bloccare un Paese o un'attività di vitale
importanza per la collettività. Credo non serva molta fantasia per immaginare
la mia, e quella di molti altri, contrarietà a questo
sciopero
Concordo completamente. Del resto come dice Livia,
forse accennando ad un paragone un po' troppo forte, un gruppo di persone che
già viene considerato poco o troppo scomodo, se tace, consegna
automaticamente nelle mani di chi vuole censurarlo la sicurezza di aver
ottenuto il risultato sperato. L'assenza, l'annullamento. Il silenzio,
appunto.
Il fatto principale è che qualcuno quel tanto citato Decreto Alfano, non
l'ha nemmeno letto e se lo avesse fatto scoprirebbe che
come tanti testi di legge ben si allinea a tanti tentativi di
interpretazione. Ecco parte del testo che disciplina le
intercettazioni:
(Modifiche alla legge 8 febbraio 1984, n. 47)
1. Allarticolo 8
della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) dopo il terzo comma
è inserito il seguente: Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le
dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dellarticolo 32 del
decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le
dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate entro quarantotto ore dalla
richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di
accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si
riferiscono;
b) al quarto comma
dopo le parole: devono essere pubblicate sono inserite le seguenti: , senza
commento,;
c) dopo il quarto comma è inserito il
seguente: Per la stampa non periodica lautore dello scritto, ovvero i
soggetti di cui allarticolo 57-bis del codice penale, provvedono, su
richieste della persona offesa, alla pubblicazione, a propria cura e spese su
non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa,
delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state
pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o
affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a
verità, purchè le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di
rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata entro
sette giorni dalla richiesta con idonea collocazione e caratteristica grafica
e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che lha
determinato;
d) al
quinto comma, le parole: trascorso il termine di cui al secondo e terzo
comma sono sostituite dalle seguenti: trascorso il termine di cui al
secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, e sesto comma
e le parole in violazione di quanto disposto al secondo, terzo e quarto
comma sono sostituite dalle seguenti:
in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto
riguarda i siti informatici, quinto e sesto comma;
e) dopo il quinto
comma è inserito il seguente:
Della stessa
procedura può avvalersi lautore delloffesa, qualora il direttore
responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione
radiofonica, televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche non
pubblichino la smentita o la rettifica richiesta
Sfido anche i più
sgamati di voi a capirci qualcosa così.
Detto questo, il
clamore della rete si è spostato non tanto su quanto dicesse o non dicesse la
legge, ma a schierarsi a favore o contro quanto proposto da Giglioli qualche
giorno fa. Sfociando in due reazioni diverse Diritto alla Rete e 14 Luglio 2009 che stanno
facendo molto più rumore che il DDL stesso.
Come espresso prima
l'unico modo è farsi sentire, chiedere delucidazioni su quel "siti informatici"
se racchiude anche il nostro cantuccio caldo che si chiama weblog, comprendere
quali i limiti di un processo che diventerebbe cane-che-si-morde-la-coda nel
caso ognuno di noi chiedesse continue rettifiche ad ogni "sito informatico" che
non gli va a genio.
Il silenzio, di nuovo se
non si è considerati, non serve a niente. Se non a star
zitti.