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Andrea Contino

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July 14th, 5:51am 0 comments

Il Silenzio degli Innocenti

Parto dalla definizione che ne dà Davide Tarasconi in questa discussione su FriendFeed:

Uno sciopero dovrebbe causare disagio ed aiutare a sensibilizzare l'opinione pubblica sul motivo per cui si sciopera. La capacità di causare disagio e di sensibilizzare deriva storicamente dal fatto che le categorie lavorative scioperanti fossero, appunto, numericamente in grado di bloccare un Paese o un'attività di vitale importanza per la collettività. Credo non serva molta fantasia per immaginare la mia, e quella di molti altri, contrarietà a questo sciopero

Concordo completamente. Del resto come dice Livia, forse accennando ad un paragone un po' troppo forte, un gruppo di persone che già viene considerato poco o troppo scomodo, se tace, consegna automaticamente nelle mani di chi vuole censurarlo la sicurezza di aver ottenuto il risultato sperato. L'assenza, l'annullamento. Il silenzio, appunto.

 

Il fatto principale è che qualcuno quel tanto citato Decreto Alfano, non l'ha nemmeno letto e se lo avesse fatto scoprirebbe che come tanti testi di legge ben si allinea a tanti tentativi di interpretazione. Ecco parte del testo che disciplina le intercettazioni:  

(Modifiche alla legge 8 febbraio 1984, n. 47)

1. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il terzo comma è inserito il seguente: “Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”;

b) al quarto comma dopo le parole: “devono essere pubblicate” sono inserite le seguenti: “, senza commento,”;

c) dopo il quarto comma è inserito il seguente: “Per la stampa non periodica l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57-bis del codice penale, provvedono, su richieste della persona offesa, alla pubblicazione, a propria cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità, purchè le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata entro sette giorni dalla richiesta con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l’ha determinato”;

d) al quinto comma, le parole: “trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma” sono sostituite dalle seguenti: “trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, e sesto comma” e le parole “in violazione di quanto disposto al secondo, terzo e quarto comma” sono sostituite dalle seguenti: “in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, quinto e sesto comma”;

e) dopo il quinto comma è inserito il seguente:

“ Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta”

Sfido anche i più sgamati di voi a capirci qualcosa così.

Detto questo, il clamore della rete si è spostato non tanto su quanto dicesse o non dicesse la legge, ma a schierarsi a favore o contro quanto proposto da Giglioli qualche giorno fa. Sfociando in due reazioni diverse Diritto alla Rete e 14 Luglio 2009 che stanno facendo molto più rumore che il DDL stesso.

Come espresso prima l'unico modo è farsi sentire, chiedere delucidazioni su quel "siti informatici" se racchiude anche il nostro cantuccio caldo che si chiama weblog, comprendere quali i limiti di un processo che diventerebbe cane-che-si-morde-la-coda nel caso ognuno di noi chiedesse continue rettifiche ad ogni "sito informatico" che non gli va a genio.

Il silenzio, di nuovo se non si è considerati, non serve a niente. Se non a star zitti.

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Posted 7 months ago

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